Regione Piemonte

Don Mario Caustico SDB

Ultima modifica 27 novembre 2017

Oggi sarebbe alla soglia dei 90 anni, probabilmente un arzillo... vecchietto, chissà, magari con tanti neddotti e tante cose da raccontarci così come amano fare le persone di una certa età. Parliamo di un salesiano coraggioso il cui nome, Don Mario CAUSTICO, appartiene alla lista dei 66 Martiri ed i sanguinosi fatti accaduti nell'Aprile 1945 a Grugliasco.
Astigiano di Capriglio, nato in Frazione Gaià il 14 settembre 1913 dal padre Giorgio, mezzadro, e alla madre Vigna Giovanna, era il più piccolo di tre fratelli. Don Caustico proveniva da una povera amiglia contadina, ma con profonde radici religiose che condussero il giovane Mario a seguire Don Bosco. Aveva un particolare attaccamento alla mamma, morta nel '44. Perduto il papà a 11 anni, la mamma era diventata il centro di tutti gli affetti.
Venne ordinato sacerdote il 3 luglio 1938 a Torino, in Maria Ausiliatrice ed ebbe così inizio la sua missione di salesiano: prima tra i giovani di Avigliana, poi Valdocco, quindi Courgné, infine ancora a Torino in borgata Monterosa. Ma ecco i giorni della guerra e una particolare proposta giunta dai suoi superiori: divenire cappellano di una formazione partigiana. La sua decisione fu rapida e convinta. Così il giovane Mario raggiunse i monti della Val di Susa, andando a stabilirsi con un
gruppo di partigiani. Alloggiava in una modesta baita ed esercitava il suo Ministero nelle varie frazioni della zona. Temprato, infaticabile, si spostava continuamente da un reparto all'altro, recando il suo incoraggiamento ed il suo conforto. Fino a quando nell'Aprile del '45 giunse il tanto atteso dispaccio contenente l'ordine di marciare su Torino. I fatti che seguirono sono storia ormai nota (o quasi...): il suo personale offrirsi per la trattativa con i tedeschi, le sua cattura, le ripetute violenze che subì, il coraggio e la fierezza di fronte ai militari germanici, infine la sua morte avvenuta con la sua fucilazione nei pressi della chiesetta di San Giacomo in quella mattinata troppo sanguinosa del 30 Aprile 1945.