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Giuseppe Rapelli

Ultima modifica 27 novembre 2017

Giuseppe Rapelli nacque a Castelnuovo Don Bosco (allora Castelnuovo d'Asti) il 21 ottobre 1905 e venne posto a balia alla Serra di Capriglio, nella famiglia di Giuseppe Agagliate, pronipote di Don Bosco. Qui visse i primi anni della sua vita e alla sua mamma-balia, Felicina, ai suoi fratelli di latte (Giovanni, che diventò sacerdote salesiano e apprezzato professore di agraria e Maria Luigia, che fu per molti anni maestra e poi sindaco del paese) rimase sempre legatissimo così come alla terra di Capriglio.
Giuseppe Rapelli si impegnò giovanissimo a Torino nella Gioventù Cattolica e nel sindacato cristiano fino ad assumere non ancora ventenne la direzione di quella Unione del Lavoro. Fondò anche e diresse una battagliera rivista sindacale schierata su posizioni nettamente antifasciste, Il Lavoratore.
Impedito di continuare la sua attività sindacale durante il regime fascista si ritirò a vita privata ma già nel 1942 partecipò alle iniziative clandestine di fondazione della Democrazia Cristiana.
Imprigionato a Como dai repubblichini, alla Liberazione è Segretario della Camera del Lavoro di Torino per la corrente sindacale cristiana. Nel 1945 fonda le ACLI piemontesi. Eletto alla Costituente ebbe parte diretta nella redazione della Costituzione come membro della Commissione dei Settantacinque. Per un breve periodo, dall'autunno 1946 alla primavera 1947, fu Segretario Generale della CGIL, sempre per la corrente sindacale cristiana.
Eletto nel 1948 alla Camera dei Deputati assunse la presidenza della Commissione Lavoro, che manterrà anche nella successiva legislatura. Dopo la scissione sindacale partecipò alla fondazione della CISL da cui si staccò successivamente, pur mantenendo il suo impegno a favore dei lavoratori torinesi, e in particolare di quelli del gruppo Fiat. Rieletto nel 1953, nel 1955 diventò vicepresidente della Camera. Venne rieletto ancora nel 1958 e alla fine degli anni 50 appoggiò la costituzione del Sindacato Italiano dell'Auto di cui ottenne l'affiliazione alla Confederazione Internazionale dei
Sindacati Cristiani.
Negli anni 50 e 60 si adoperò moltissimo a favore del paese che lo aveva visto bambino, in particolare per la realizzazione di opere pubbliche come acquedotto, strade ecc.
Dalla fine degli anni 60 per una sopravvenuta cecità dovette abbandonare ogni attività politica e sindacale. E' morto a Roma il 17 giugno 1977 e riposa nel cimitero di Capriglio.